La pedagogia ed il mondo della medicina hanno dimostrato quanto il gioco sia importante per l’evoluzione psico-fisica del bambino e continui a ricoprire un ruolo sostanziale nell’età della preadolescenza e dell’adolescenza favorendo lo sviluppo dell’intelligenza creativa e della fantasia, la capacità di elaborare strategie, di gestire la competizione e i conflitti, unitamente alla possibilità di provare quel sano divertimento che aiuta ad essere felici, imparando a conoscere i propri talenti e punti di debolezza per accrescere la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità e stare bene con gli altri, oltre che con se stessi.

Il così detto gioco d’azzardo non ha alcuna relazione con ciò che noi chiamiamo comunemente gioco, perché implica il fine di lucro e si basa esclusivamente sulla sorte, non presentando le caratteristiche tipiche delle attività ludiche di cui abbiamo parlato, che coinvolgono sempre l’abilità del “giocatore”.  Inoltre, la pratica dell’azzardo può creare dipendenza, così come le campagne di comunicazione che lo promuovono ci informano per obbligo di legge in coda agli spot ormai condivisi da tutte le emittenti televisive, oltre che moltissime testate on line, quotidiani e periodici.

Stiamo assistendo ad un fenomeno preoccupante, così come rivelano i più recenti dati nazionali relativi alla pratica dell'azzardo che restituiscono un trend in aumento fra i giovani a rischio, evidenziando più esposti i ragazzi rispetto alle ragazze, soprattutto quelli residenti nel Sud del Paese e quelli appartenenti alle fasce marginali della popolazione. A rischio, inoltre, i giovani che trascorrono molto tempo sul web. L'allarme arriva direttamente dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza: circa il 20% dei nostri ragazzi rischia ogni anno di sviluppare dipendenza dall’azzardo. Da sempre attenti alle nuove emergenze giovanili e alle richieste di aiuto che provengono da scuole e famiglie, abbiamo sentito l’esigenza di farci carico di questa preoccupante forma di dipendenza patologica che trasforma il volto e la vita dei nostri minori e delle loro famiglie.

Si comincia prestissimo, con i giochi on line arricchiti da grafiche accattivanti e personaggi avvincenti, e sempre più simili nelle successive evoluzioni all’azzardo, così da far cadere facilmente i minori nella dipendenza e predisporre quindi le loro menti alle dinamiche tipiche del gioco patologico.

Per promuovere l’educazione ai sani stili di gioco e prevenire l’insorgere dei processi di dipendenza sin dall’infanzia, abbiamo realizzato in molti istituti scolastici, progetti edu-creativi con letture, video-testimonianze e momenti di dibattito che trovando poi un fertile terreno espressivo all’interno dei laboratori artistici; momento di “restituzione” dei percorsi di apprendimento interattivi differenziati per fasce d’età.  Con i più piccoli creiamo anche dei momenti di attivazione finalizzati a sperimentare il senso del gioco che scatena la vera energia vitale, affinché comprendano l’illusione che l’azzardo propone, così da poter imparare a scegliere, distinguendo il gioco, da ciò che gioco non è.

PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

E PROMOZIONE DI SANI STILI DI VITA SIN DALL’INFANZIA

EDUCAZIONE AI SANI STILI DI GIOCO E PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE DA GIOCO D'AZZARDO

Cuore e Parole Onlus   +39 02 45477571   info@cuoreparole.org

 

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non presentando le caratteristiche tipiche delle attività ludiche di cui abbiamo parlato, che coinvolgono sempre l’abilità del “giocatore”.  Inoltre, la pratica dell’azzardo può creare dipendenza, così come le campagne di comunicazione che lo promuovono ci informano per obbligo di legge in coda agli spot ormai condivisi da tutte le emittenti televisive, oltre che moltissime testate on line, quotidiani e periodici.

Stiamo assistendo ad un fenomeno preoccupante, così come rivelano i più recenti dati nazionali relativi alla pratica dell'azzardo che restituiscono un trend in aumento fra i giovani a rischio, evidenziando più esposti i ragazzi rispetto alle ragazze, soprattutto quelli residenti nel Sud del Paese e quelli appartenenti alle fasce marginali della popolazione. A rischio, inoltre, i giovani che trascorrono molto tempo sul web.